"Tormentato, conflittuale, talvolta apertamente ostile: il rapporto tra i videogiochi e la comunità LGBT (acronimo di lesbian gay bisexual transexual) è tutt'altro che pacifico. I gamers con orientamenti sessuali difformi rispetto al canone eteronormativo sono spesso oggetto di pregiudizi, discriminazioni, se non addirittura attacchi - fisici e verbali - all'interno della comunità. Lo smack talk contro le minoranze omosessuali è una pratica assai diffusa durante le sessioni di gioco online, come avevamo illustrato nel marzo del 2011 sulle pagine di WIRED. Fenomeni quali l'omofobia, il sessismo e la violenza verbale sono all'ordine del giorno. Temi di cui si parla poco. Troppo poco: da un lato l'industria preferisce ignorare problematiche scomode. Dall'altra, alcuni temono che un confronto aperto possa paradossalmente esacerbare gli animi e contribuire alla ghettizzazione e stereotipizzazione degli utenti LGBT. Altri, tuttavia, considerando fondamentale affrontare la questione in modo intelligente e maturo. E' il caso delle comunità videoludiche di San Francisco e Seattle, due delle città più tolleranti, liberali e progresssiste della West Coast." (Matteo Bittanti)
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