Esattamente un anno fa mi trovavo in grosse difficoltà. Rischiavo di affogare in un oceano di messaggi. Richieste d'aiuto, domande, proposte di collaborazione. Studenti che chiedevano consigli sulla tesi di laurea, dalla stesura della bibliografia alla raccolta delle fonti, dalla revisione dei capitoli all'efficacia dell'analisi. Editori desiderosi di sottopormi progetti editoriali e di coinvolgermi in nuove iniziative. Da una parte volevo rispondere a tutti. Dall'altra mi trovavo nell'impossibilità materiale di conciliare i miei impegni "regolari" con quelli "imprevisti", per quanto interessanti e stimolanti.
In breve, l'email stava diventando la mia vera nemesi.
Dopo una conversazione con Mimi Ito - il cui inbox esplode a livello giornaliero - ho trovato una soluzione che mi ha enormemente migliorato la vita e che vorrei condividere con i miei venticinque lettori. Prendendo spunto dall'ultima iniziativa di Philip Rosedale, Coffee & Power e dalla splendida serie online di Lisa Kudow, Web Therapy, ho dato vita a un servizio di micro-consulenze via Skype ed email, offrendo la mia disponibilità a rispondere a domande e richieste di vario tipo previo compenso economico, nello specifico, cento euro all'ora, pagate in anticipo via PayPal. Un servizio che si colloca a metà strada tra il tutoring e il brainstorming.
Nata come semplice esperimento, l'iniziativa ha riscosso un ottimo successo in quanto mi ha consentito di ridurre enormemente il traffico epistolare, risolvere problemi quali l'intasamento cronico della mia mailbox e nel contempo offrire assistenza per svariati progetti. Supponiamo che un anno fa ricevevo cento richieste alla settimana (cifra random, ma non troppo). Di queste cento richieste, ottanta non hanno seguito quando comunico agli interessati le condizioni della consulenza. Venti accettano e danno inizio al rapporto. Di queste, dieci si concludono dopo la prima conversazione in quanto gli interessati ottengono tutte le informazioni che cercavano. Le dieci restanti danno vita a un ciclo di conversazioni che, in alcuni casi, sono sfociate in nuove collaborazioni, progetti, iniziative.
In breve, si tratta di una soluzione win-win, in quanto:
a) sono riuscito a ridurre enormemente il traffico epistolare (il mio "problema" iniziale) - il dazio svolge la funzione del filtro;
b) posso fornire un servizio migliore a chi è disposto a riconoscere che una consulenza richiede attenzione, tempo e preparazione;
c) gli interessati ottengono un'assistenza che va ben oltre un email frettoloso.
Che cosa ho potuto concludere da questa esperienza?
1) I problemi non esistono. Ci sono solo sfide da risolvere. In modo creativo. Una problema è un'opportunità mascherata. In questo caso: Come posso risolvere in modo efficente una situazione complessa (una migliore gestione della comunicazione via email) e nel contempo fornire assistenza a un numero ridotto di interessati?
2) La tecnologia ci consente di inventare nuove professioni, nuove modalità di lavoro. Come dico sempre ai miei studenti il primo giorno di lezione: Non aspettatevi che qualcuno vi offra un lavoro quando avete finito i vostri studi. Inventatevelo. Adesso. Non avete bisogno di un manager. Diventate il vostro manager. Non rinchiudetevi in un ufficio per otto ore al giorno. Con un laptop munito di webcam, la vostra bat-caverna diventa mobile. Non fatevi intimidire da fattori insignificanti come la geografia o i fusi orari. Dipende tutto da voi. Datevi da fare. Non è mai troppo presto. Potreste scoprire che il vostro progetto collaterale, il vostro "hobby", è in realtà la vostra vocazione.
3) Il vostro tempo è terribilmente importante. Non svendetelo. Un servizio è sempre un servizio. Come dice il grande Mike Monteiro, "fatevi pagare": il suo intervento "Fuck You, Pay Me" del 2011 è diventato un vero e proprio meme qui nella Bay Area. Parole sante. Avvocati, psicologi e meccanici vi chiedono centinaia di euro per una consulenza di un'ora. Voi non siete differenti. I servizi di qualità meritano un compenso. Le internship sono un crimine legalizzato.
Non lavorate gratis per nessuno.
Lavorate gratis solo per voi stessi.
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