"Lo scorso ottobre ho recensito su WIRED un indispensabile volume edito da Yale University Press, The Anthology of Rap, un tomo di novecento pagine che raccoglie il canone dell'hip hop americano, i testi sacri dei brani che hanno definito un arco narrativo della pop music. Ho concluso la mia recensione auspicando una futura iterazione online che prevedesse un motore di ricerca e un archivio elettronico in continua espansione. La buona notizia e' che l'artista newyorkese Tahir Hemphill sta lavorando a qualcosa di simile - l'Hip Hop Count. Il progetto promette bene. Molto bene.
Nello specifico, Hemphill sta collezionando i testi di cinquantamila brani di musica hip hop prodotta dal 1979 a oggi per illustrare in forma audiovisiva l'evoluzione del genere, mostrando i collegamenti tra testi e luoghi, canzoni ed eventi chiave citati dai rappers. La premessa fondamentale e' che il lessico dell'hip hop puo' essere compreso adeguatamente solo se contestualizzato in forma spazio-temporale. Grazie al processo di indicizzazione elettronica dei brani, Hemphill sta classificando le metafore, similitudini, frasi e tematiche di ogni brano, collegandole a una posizione geografica e a una data precisa con l'obiettivo di visualizzare il rapporto che sussiste tra la canzone originale e il territorio.
A differenza dell'Hip Hop Archive dell'Universita' di Harvard, l'Hip Hop Count non e' ancora pronto per il debutto in prima serata. Si tratta, come potrete immaginare, di un lavoro titanico che richiede investimenti temporali ed economici non indifferenti. Ancora una volta, l'intelligenza collettiva della rete ha supportato l'intelligenza iniziativa. Hamphill ha raccolto i fondi necessari per trasformare il suo sogno in realta'. A tutt'oggi, il nostro ha gia' collezionato circa ottomila dollari grazie al servizio di crowdfunding Kickstarter.
Una volta concluso, il database linguistico di Hemphill potrebbe offrire una storizizzazione dinamica del genere hip hop, consentendo agli utenti di comprendere le evoluzioni pirotecniche di questa forma espressiva, individuare i momenti chiave, i temi e i meme che hanno segnalto l'evoluzione del rap. L'archivio dinamico vuole decostruire stili, convenzioni e cliche' dell'hip hop e rispondere in modo definitivo ad alcune domande chiave, tipo "Qual e' la marca di sneakers piu' citata dai rappers" oppure "Qual e' l'artista piu' volgare in assoluto?".
Hemphill ha creato un prototipo dell'archivio dinamico denominato "Rap Data Pack" che fornisce alcune informazioni indipensabili su Jay Z. Simultaneamente, Hemphill sta creando una serie di animazioni che ricostruiscono la carriera di alcuni protagonisti dell'hip hop. Il Museum of Contemporary Art di New York (MoMA) sta gia' pianificando una mostra dedicata al progetto.
Sarebbe davvero fantastico se, tra i lettori di WIRED Italia ci fosse qualche audace designer appassionato di musica che, seguendo l'esempio di Hemphill, creasse un database dinamico dell'hip hop italiano. Le risorse bibliografiche non mancano: Storia ragionata dell'hip hop italiano, Damir Ivic, Arcana, 2010; GeneRAPzione. Viaggio nell'hip hop, da Celentano a Fabri Fibra, Monina Michele, Rizzoli, 2007; Hip hop italiano. La Cnn dei poveri, P. Pacoda, Einaudi, 2000, per tacere degli innumerevoli siti online.
Allora, chi ci prova?" (Matteo Bittanti, WIRED)
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